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Oggi tocca a me – Gaia Conventi

Ho cominciato a scrivere per pigrizia. O meglio, essendo pigra detesto fare cose complicate, e per me scrivere non lo è. Scrivo per lo stesso motivo per cui fotografo, mi viene naturale. E per lo stesso motivo per cui per diversi anni sono stata venditore di un noto sito d’aste online: mi piace “raccontarla”. Mi piace farlo e vedere se la gente ci casca, è più forte di me. Dunque scrivo, pigramente e raccontando frottole credibili. Un po’ come fanno tutti quelli che scrivono.

Il mio ultimo libro è D’argine al male, lo direi un nero deltizio.

dargine-al-male-ossessioni-webDel Delta del Po ha davvero tutto, tranne le zanzare. Sono nata da quelle parti e la regola aurea della scrittura invita sempre a raccontare ciò di cui si sa. E poi c’è la pigrizia. Sul Delta non mi devo documentare, vuoi mettere la comodità? Quindi ho scritto un noir che mi è stato suggerito da un sogno, anche se il sogno si è limitato a darmi il primo capitolo. Sono pigra anche dormendo. Ho poi dovuto metterci un poco d’impegno, capire perché quella vecchia signora – che aveva l’aspetto della strega di Hansel e Gretel nella versione illustrata che leggevo da bambina – avesse deciso di tagliare un piede. Un piede di chi? Ecco, dal chi sono passata al perché, risalendo la corrente della trama, e risalendo la corrente del Po che rimane sullo sfondo del dramma familiare. Ovviamente non mi sono seduta a pensarci, le buone idee non mi vengono mai in questa maniera: ho ideato la trama stirando e passando l’aspirapolvere. Mi aspettavo esattamente ciò che poi ne è uscito, un noir con pochissimi personaggi – i paletti aiutano a far bene – e dove chi legge e chi scrive si fa pigliare dalla gastrite.

Ho lasciato decantare il testo per parecchio tempo, odio dover decidere a chi inviare in lettura i manoscritti. Poi ho pensato che in certi casi conviene ricorrere agli amici, soprattutto quando hai amici che fanno gli editor. Eccomi allora a inviarlo a Maria Grazia Beltrami di Le Mezzelane, aggiungendoci il solito “leggilo quando puoi, vai con calma, non c’è fretta”. Difatti io tendo a non averne. In ambito editoriale la fretta è come la rogna: tiene lontane le buone occasioni.

Per quanto riguarda il titolo del libro, mi piaceva dicesse alla svelta – già, sono pigra – quanto sta sotto la copertina. L’ambientazione è quella lì, l’argine del Po. E quel che succede nel libro è tutto un gran malanno; c’è pure il male con la emme maiuscola, a dirla tutta, perché il peggior demonio spesso si annida tra le mura che reputiamo sicure. E i personaggi? Chiaramente nella mia testa hanno un volto, e dunque sono persone reali. Che conosco e che frequento. Ma non mi pare il caso d’andarglielo a dire, non so mica se gradirebbero vedersi in questa veste. Con una accetta a recidere piedi… Sì, insomma, c’è gente che ti leva il saluto per molto meno.

Dovessi citarvi un piccolo estratto, vi direi che l’incipit è la cosa migliore. L’ho scritto per invogliarvi a leggere il resto, ve lo dicevo che ho fatto il venditore online. Se poi volessimo fare un banner pubblicitario per lanciare l’uscita del romanzo, suggerirei la dicitura Il libro che ogni piede mozzato dovrebbe leggere. Ne farei pure una fascetta e la farei stretta stretta, per fermare l’emorragia.

Quando non scrivo – e scrivo proprio poco… eh, beata pigrizia! – passo il tempo fotografando. Visto che a fotografare panorami e gente in posa siamo capaci più o meno tutti, mi dedico alla fotografia sportiva. Seguo in qualità di fotografo il campionato italiano di Tiro Dinamico Sportivo. Dove la gente spara, con armi vere, lo specifico perché è la prima cosa che mi viene chiesta. Sia chiaro che non mi sparano contro, altrimenti non staremmo nemmeno qui a raccontarcela.

Gaia e i mostri

Nella vita ho fatto mio il motto di Isabella d’Este Gonzaga, a cui un pochino somiglio, soprattutto quando salgo sulla bilancia. Nec spe, nec metu. Senza false speranze e senza paure immotivate, avanti con metodo e senza fare sconti. Ho sempre amato Isabella d’Este, a ben vedere mi capita sempre d’andare d’accordo con la gente passata a miglior vita. Potrebbe non essere un caso.

(Gaia Conventi)

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Con uno sguardo ai piedi e uno alle spalle…

Xo Xo Rita Angelelli