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Lo spazio nel mezzo di Maria Rosaria Ferrara, recensione a cura di Carla Parolisi

«Merlot riflette, pensa che esistano salvezze che non sono che dei momentanei sollievi, una boccata d’aria prima di una necessaria immersione. E che…no: la salvezza non è mai compiuta se non avviene dentro di sé con consapevolezza».

Ho appena finito di leggere Lo spazio nel mezzo, un libro di Maria Rosaria Ferrara, edito da Le Mezzelane Casa Editrice. 

“Lo spazio nel mezzo” è una raccolta di nove racconti di genere fantastico scritti tra il 2012 e il 2016 che rievocano atmosfere metafisiche ed esplorano in modo introspettivo l’animo umano. Ambientazioni astratte ed epoche indefinite caratterizzano il viaggio di ricerca interiore intrapreso dai personaggi, viaggio nel quale la condivisione diventa il comune denominatore di ognuno dei racconti: essa è intesa come fattore che favorisce la nascita delle emozioni e soprattutto come mezzo che ne definisce la forza e l’essenza. Sono infatti le emozioni le vere protagoniste, causa ed effetto di quanto accade. Esse assumono le sembianze di personaggi insoliti e queste loro fattezze (sirene, lanterne folli, pietre parlanti e coriandoli) sono funzionali per esplorare la sensibilità umana, le relazioni tra le persone e le conseguenze che queste comportano. Vi sono poi degli elementi che ricorrono nel corso della narrazione, come il mare, la musica, l’arte e la ricerca di un altrove indefinito. “Lo spazio nel mezzo” è un luogo sospeso tra la magia di alcune esperienze personali e i tormenti della realtà del quotidiano. Un luogo immaginario che si fa metafora delle esperienze che si affrontano ogni giorno.

Cosa ne penso?

Devo dire che questo libro è scritto in modo così delicato da sembrare una carezza per il lettore e, allo stesso tempo, in modo così intenso da scatenare un turbinio di emozioni. È un libro non semplice: ogni racconto andrebbe letto, e poi riletto, per viverlo pienamente, eppure mi è sembrato di leggere delle favole. Questi nove racconti ti trasportano in un’altra dimensione, ma poi ti rendi conto di quanto siano reali quei personaggi che li popolano e quanto siano concrete quelle emozioni descritte.
Sebbene abbia sentito particolarmente “vicina” La Tessitrice, ho adorato specialmente L’Uomo dell’Altrove Merlot & Marinaio; tuttavia, l’incanto accompagna il libro dall’inizio alla fine.

A chi consiglierei questo libro?

A chi ha una grande sensibilità e/o a chi ha bisogno di ascoltare le proprie emozioni; a chi vuole essere cullato da una melodia dolce, perdendo il contatto con la realtà, ma senza staccarsi mai dall’umanità che pervade questo libro.

Dove è possibile acquistarlo?

Qui e in tutte le librerie e  i negozi online

Buona lettura!