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Estate 2017 – Un passo indietro

Oggi si va di cliché! Non posso fare diversamente. D’altronde proprio oggi siamo entrati nel solstizio d’estate, la stagione più bella e divertente dell’anno.

L’estate in campagna è fantastica: il sole brilla nel cielo terso; il calore ti fa boccheggiare, ma anche dimenticare il gelido inverno; lo zampillo dell’idrante nelle campagne (non saprete mai quante volte ho sognato di essere sotto quel getto d’acqua freschissima) ti farà tirare un sospiro di sollievo anche solo guardandolo; i girasoli, il mais e poi le pesche succose, il cocomero, il melone. Il barbecue! Almeno una volta a settimana il mio sprigiona profumi invitanti. Il vicino si lamenta un po’ per il fumo, ma io… mi vendico di tutte le volte che ha fatto andare il decespugliatore alle sette di mattina e alle due del pomeriggio! Non potete che essere d’accordo con me nel dire che l’estate è la stagione più “succosa” e colorata dell’anno.

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Anche l’estate in città ha i suoi perché: i locali sono dotati di aria condizionata, ma qualcuno vicino a te ha deciso che aprire il rubinetto della doccia gli costava troppa fatica, e acqua; la fontana zampillante, invitante, nella quale hai deciso di buttarti dentro, ma il vigile “occhio di falco” ti ha visto e ti ha “smollato” una multa salatissima; il camioncino dei gelati con i bambini che gridano e… uno si gira e ti struscia gli abiti con panna e cioccolato; la granita… un classico ovunque tu sia, solo che hai succhiato dalla cannuccia così in fretta che è rimasto solo ghiaccio e nel frattempo ti si è gelato anche il cervello; e poi lui: l’uomo a torso nudo, imperlato di sudore, sexy da paura, che fa i lavori in strada… come quando andava la pubblicità di un po’ di tempo fa della bibita più famosa al mondo, ma… era solo un sogno! in realtà l’uomo che sta facendo i lavori per strada è zuppo di sudore, ha la maglietta appiccicata all’addome prominente e le ascelle “parlanti”, sbuffa come un mantice e impreca contro il governo, che ancora non l’ha mandato in pensione.

Ecco! Se non siete in campagna (o al mare) e non potete ancora godervi la bella stagione come vorreste, contro il logorio della vita moderna, un libro in santa pace in una biblioteca, o a casa vostra sbracati sul divano sotto la bocchetta del condizionatore, è la soluzione migliore.

Torno seria.

I miei consigli di oggi riguardano tre libri pubblicati a Settembre 2016. Un settembre prolifico, colorato, intenso di emozioni, di storie e di versi.

Il primo libro che vorrei consigliarvi si intitola “Nella valle dell’Eden”, l’Autrice una simpatica e prolifica (appunto) signora che ama scrivere romanzi rosa: Silvana Sanna. Insegnante elementare a riposo, sposata e con tre figli, vive in un paesino di campagna sulle colline del tortonese.

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Un estratto:

Trovava profondamente ingiusta la differenza tra la condizione maschile e quella femminile, cosa che non aveva ai suoi occhi alcuna giustificazione, tuttavia la mentalità corrente era quella, e lui non poteva farci niente. Però, proprio per questo, lei era stata molto più determinata e coraggiosa di lui nel credere al loro amore.

Il libro narra la storia di Anna e Biagio, due ragazzi che si conoscono, e si innamorano, durante una gita in montagna. Tanti i temi affrontati, tra cui il bigottismo degli anni sessanta riguardo al sesso e un eros delicato, tenero come il primo amore. Come sfondo i magnifici paesaggi alpini che Silvana descrive con maestria.

La sinossi:

Il romanzo riprende il racconto “Maschio e femmina li creò” pubblicato tempo fa in formato ebook, e prosegue poi la storia di Anna e Biagio, due ventenni appassionati di montagna, che, incontrandosi in un rifugio alpino, si sentono immediatamente attratti l’uno dall’altra. Nei tre giorni che trascorrono insieme tra i monti, scoprono le gioie di un amore che unisce la spiritualità del sentimento alla passione erotica. È la prima esperienza per entrambi e, complice il meraviglioso ambiente, la vivono in modo semplice, naturale, poetico, sentendosi quasi come il primo uomo e la prima donna nel giardino dell’Eden. Ma sono gli anni sessanta e ciò che ha fatto Anna è giudicato indegno di una ragazza “per bene”; lo scontro con la bigotta mentalità dei genitori rischia così di demolire nel cuore di Anna la bella favola di quell’amore limpido e bellissimo. Tutto precipita quando Biagio inspiegabilmente sparisce. Anna si convince che il ragazzo abbia voluto ingannarla sin dal principio e, sia pure con grande fatica, cerca di superare la delusione e di ricostruirsi una vita serena. Ritroverà Biagio anni dopo, in circostanze particolari e nell’imminenza del proprio matrimonio con un altro. E allora il mistero si svela, le domande di Anna trovano una logica risposta e la pongono davanti a una scelta decisiva per il suo futuro.

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Il secondo libro, sempre uscito a Settembre 2016, è del tutto diverso dal precedente. Le Mezzelane, attenta agli autori marchigiani, ha voluto annoverare tra i propri Autori Marco Bordini, poeta Jesino dialettale.

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Dalla sinossi:

La presente opera di Marco Bordini è, prima di ogni altra cosa, un regalo che ci ha voluto fare. Uno di quei doni che giungono inaspettati, ma che da tanto avremmo voluto “scartare”, certi della sua grande validità morale e formativa in un oggi in cui tutto viene relegato al caso o a una consuetudine appassita di valori. Si tratta di un ampio compendio del vernacolo jesino, un’opera vasta e meritoria, ricca e nutrita di studio e amore per il proprio idioma madre. Ciò che rende un idioma una lingua sono sostanzialmente tre elementi ossia la presenza di una tradizione linguistica, la presenza di una grammatica che ne codifica gli usi e la massa parlante tale lingua. Quanto a tradizione linguistica, direi anzi letteraria, del jesino, non c’è da dubitare se pensiamo ai grandi vernacolieri che dall’Ottocento ad oggi non solo hanno codificato il jesino ma hanno decantato Jesi, il centro nevralgico della Vallesina, raccontandoci curiosità, personaggi, vicende, ricorrenze e costumi di allora.

Un volume ricco di poesie in vernacolare. Emozionanti, coinvolgenti, allegre, ma anche evocative dei tempi andati, qualcuna con un velo di tristezza, alcune amare, altre molto attuali. Marco ha voluto regalarci il suo “sentire” con un linguaggio a volte cadenzato dalle rime dei sonetti, ma anche dal verso libero. Non solo! Nel volume troviamo le sue lezioni “in pillole”, i proverbi, i modi di dire e anche un dizionario dallo jesino all’italiano.

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Il terzo e ultimo volume, di oggi, è un romanzo che ci ha dato non poche soddisfazioni in termini di vendite e di visibilità. Si tratta del romanzo “Il cerchio”, scritto da Antonella Cataldo e Pierpaolo Ardizzone.

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Un estratto:

Quella sera volevo stare in compagnia. Chiamai Giovanna e un altro paio di colleghe con le quali ogni tanto uscivo e andavo in giro per locali. Ci fermammo al nostro Lounge Bar preferito: si beve bene ed è un luogo carino e ben frequentato. Dopo un po’ cominciai a provare una sensazione particolare, come di essere osservata, scrutata, spogliata… mah. Facendo finta di nulla mi guardai intorno… ed eccolo lì, in mezzo a un tavolo di gente piena di allegria, lo sguardo che mi scrutava. Che sguardo particolare, mi dava una sensazione di disagio, ma piacevole . Se credi di mettermi in imbarazzo ti sbagli, caro mio, io di certo non abbasso gli occhi e non mi emoziono tanto facilmente!

Da una recensione:

Non è importante la trama, a dire il vero non c’è. In questo genere di letture quel che vuole l’occhio, quello che cercano i sensi sono le sensazioni che stimolano la mente, l’immaginazione e la fantasia. Quello che quindi conta al di là delle scene di erotismo (molto spesso estremo) sono le implicazioni psicologiche che coinvolgono i personaggi e i concetti su cui si basa tutta la loro relazione. Non è convenzionale il legame tra Melissa e Roberto. Non è un amore fatto di routine comune, ma è un amore estremo vissuto nella stanza dei giochi con forti implicazioni emotive. Quello che sfocia nell’atto fisico è quindi il risultato di nodi psicologici sciolti e sostituiti da altri legami indelebili.

Un amore, quello narrato nel romanzo, colorato (così lo definiscono i due autori). Una storia che parla di appartenenza come filosofia di vita.

Nel video che segue i due Autori conversano con Barbara Caramelli (Lombardia Tv)  e si confrontano con la psicoterapeuta ed educatrice Lorenza Boschi.

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Che siate al mare o in montagna o in campagna un buon libro vi terrà compagnia, vi farà sognare, vi trasporterà nella mente di un poeta, vi farà vivere momenti intensi, dolci, intriganti. E perché no!? Vi farà entrare in un mondo dove l’eros diventa un gioco. Un gioco delle menti.

Ringrazio Gaia Cicaloni Designer per le copertine e Maria Grazia Beltrami per gli editing e l’impaginazione. Due professioniste a Berlino!

Xo Xo Rita Angelelli