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A colloquio con… Vinicio Salvatore Di Crescenzo

Secondo appuntamento con la rubrica “A colloquio con…”. Oggi un poeta che si è prestato a rispondere a tutte le domande sul gruppo Facebook “Lettori di Le Mezzelane”.

Vinicio Salvatore Di Crescenzo nasce a Fondi (LT) nel 1961. Naturalmente portato per le materie artistiche in generale, affina e arricchisce le proprie qualità e capacità partecipando dapprima a corsi di disegno e pittura, successivamente frequentando per svariati anni corsi di musica per lo studio del pianoforte. Si dedica infine con maggiore intensità e passione alla composizione di racconti brevi e in particolare, in maniera più incisiva, alla poesia. Acuto e riflessivo osservatore, di grande sensibilità ed efficace ricercatore di quei lati oscuri e inesplorati del mondo circostante, inizia fin da subito a occuparsi della descrizione di quegli elementi che riescono a “catturare” nell’animo sensazioni, emozioni e quanto di più apprezzabile nasca dalla percezione umana nei confronti degli elementi della vita. Fa della poesia il proprio sfogo artistico, attraverso la quale narra i propri stati d’animo e le proprie sensazioni, naturali e spontanei sentimenti, che molto spesso si ritrovano anche nelle coscienze del singolo lettore.

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Con noi ha pubblicato “Assoli”, silloge poetica dedicata alla natura, all’amore e inspirata dall’osservazione del mondo che ci circonda.

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D: Guardando il mondo che ti circonda, cosa ti ispira più di altro per comporre?
E cosa ti trasmettono i tuoi stessi versi rileggendoli? 
R: Direi tutto. Sono talmente coinvolto da tutto ciò che mi circonda che non sarei mai in grado di stabilire delle priorità. Non si tratta solo di osservazione nei confronti degli elementi naturali ma di influenze più o meno insistenti che stimolano la mia creatività provenienti anche da altre direzioni, dai sentimenti umani soprattutto. Rileggendo le mie poesie provo le sensazioni che spero provi qualsiasi persona mi legga cioè emozione allo stato puro. In buona sostanza il mio piacere e doppio perché goduto da entrambe le dimensioni

D: Quando hai incominciato a scrivere poesie?
È com’è il tuo rapporto con la prosa?
R: Buongiorno a te. Iniziato prestissimo, in età adolescenziale quando cominciano i primi conflitti interiori, l’accettazione della propria persona e il confronto con gli altri. Scrivere i miei pensieri mi appagava e mi dava l’opportunità di crescere, ma per me questo era solo un gioco, un modo per scaricare le tensioni e rendere ancor più piacevoli le mie prime emozioni. Il mio rapporto con la prosa lo sto testando, certamente sono generi assolutamente diversi e spesso cado, nel descrivere stati e luoghi inevitabilmente nell’errore di usare la forma poetica. Una deformazione che va corretta se si vogliono provare nuove strade. Ma il mio modo di scrivere è comunque sempre identificabile nella magnifica poesia.
D: Lo stile delle tue poesie non è mai casuale, scrivi di getto o sei solito riscrivere i tuoi pensieri curando la scelta delle parole in un secondo momento?
R: Si parte da una serie di pensieri spontanei, che nascono di getto come fossero dettati dalla mia coscienza. Naturale poi segue una minuziosa ricerca della giusta parola, che sappia soprattutto rendere chiaro e preciso il concetto che voglio esprimere attraverso la poesia. Una sorta di perfezionamento continuo alla ricerca della massima aderenza delle parole rispetto alle mie riflessioni.
D: Grazie, sono rimasta molto colpita dalle immagini che usi nelle tue poesie, soprattutto per le descrizioni naturali
R: Frutto senz’altro di attenta osservazione.
D: Qual è la musica che ti ispira?
R: Quella che più riesce a entrarmi dentro delicatamente, così da stimolare col dovuto garbo ciò che voglio esprimere. Non esiste un genere in particolare ma sicuramente è fonte di idee e incipit di ogni composizione.
D: Trovo più volte affiorare nei tuoi versi il sentimento della nostalgia. È un’impronta che ci accomuna e quindi vorrei che tu parlassi di questa “arma” poetica e in particolare se in te è legata anche alla musica. Grazie!
R: Direi che trovare nel passato quelle immagini è quelle storie che ci hanno fatto crescere e maturare è quasi una forma di liberazione. Troppo spesso ci troviamo a ripercorrere strade e frequentare luoghi appartenuti al nostro passato dal “gusto” più o meno piacevole, e non si può certo fare a meno di sottrarsi al coinvolgimento emotivo che tutto questo scatena. Poi lo raccontiamo, come volessimo per forza regalare a tutti la nostra intimità. La musica in tutto questo è fondamentale quasi sempre per me , perché fortemente collegata ai miei ricordi, ed è proprio la condivisione di momenti importanti con determinati suoni, che risulta capace di risvegliare addirittura profumi e rumori di quei momenti.
D: La poesia è universale e patrimonio di tutti. Questa una delle tante definizioni che si trovano sui libri e su internet. Credi che la tua poesia sia universale? Patrimonio di tutti lo diviene quando un lettore si accinge a leggere i versi, interpretando il pensiero del poeta facendolo proprio.
R: Guai se non fosse così. Io scrivo perché ho bisogno di “donare” le mie sensazioni, perché ho bisogno di entrare dentro le coscienze e credimi, sapere che qualche tuo verso ha provocato piacevoli sensazioni e semplicemente meraviglioso.
D: La generosità del poeta di donare è molto importante, non tutti hanno voglia di mettersi a nudo e soprattutto di lasciar andare le proprie creazioni
R: Esatto, io scrivo liberandomi completamente da ogni impedimento psicologico e cercando sempre e comunque di esprimere il massimo da ciò che sento. Tutto questo per il piacere enorme di essere letto, ma nel senso più profondo, dentro l’anima.
D: Il poeta che preferisci? Prendi ispirazione da qualcuno di loro?
R: Libero de libero è quello che più mi ha influenzato. Forse perché essendo anch’egli di Fondi ha saputo leggere e raccontare quello che la nostra terra rappresenta con le sue usanze e le sue antiche tradizioni. Le sensazioni che questo maestro ha messo in poesia le ritrovo molto spesso dentro i miei pensieri.
D: Quanto del tuo sentire a livello di percezioni è racchiuso nei tuoi versi? 
R: Direi tutto. Si tratta di lavorare in conversione di percezioni e non di fantastiche emozioni costruite. Traggo spunto essenzialmente da ciò che muove la mia sensibilità dandole libero sfogo attraverso la scrittura, che ritengo un mezzo straordinario per la trasmissione di qualsiasi stato.
D: Le poesie sono espressione dell’anima. Forse è per questo che non le scrivo mai. Non sarei in grado di espormi così tanto. Un poeta, attraverso i suoi versi, mette a nudo il suo essere. Ci vuole molta forza, per concedere tanto di sé agli altri. Sei d’accordo con il mio pensiero?
R: Si Lorena, assolutamente. Sono scelte non solo dettate da una precisa volontà, ma soprattutto dall’esuberante irrefrenabile voglia di condivisione della propria intimità. Questa voglia scaturisce soprattutto dal nostro carattere, così naturalmente espansivo e libero. Scrivere poesia è un atto di puro e intimo rapporto tra l’autore e il lettore, che per una attimo, si unisce in un solo corpo con lui. È meraviglioso quando ciò accade.
D: Scrivi tutti i giorni o solo quando hai l’ispirazione?
R: No, la poesia non si fabbrica quando si vuole e non si progetta in maniera preventiva. Nasce spontaneamente, quando meno te lo aspetti. E quando arriva la voglia di scrivere le parole sono come pioggia,vengono giù da sole basta solo socchiudere gli occhi ed evadere dolcemente dalla realtà. Scrivo solo e sempre quando questo sentimento di passione mi pervade.
D: In alcuni momenti della vita la poesia può essere di aiuto, sensazioni che forse non potrebbero uscire in altri modi, e’ cosi’ anche per te?
R: Eleonora la tua domanda mi scuote l’anima. Si, la poesia è una terapia guaritrice per quanto mi riguarda. La valvola di sfogo per lenire i dolori della rabbia, per scaricare le tensioni e soprattutto per rinvigorire il proprio animo. Si scrive soprattutto nei momenti di malinconia, come fosse un ramo a cui sorreggersi durante una tempesta, o la nostra ancora quando ci perdiamo nell’oceano delle incertezze. Si scrive per salvaguardare la propria essenza e proteggerla dai dolori della nostra esistenza, ma scrive anche per esaltare tutto il resto, che ci permette la vita e che nutre i nostri sentimenti. La poesia è tutto.
D: È più facile descrivere la natura o le persone in una poesia?
R: Non si tratta di capire e constatare cosa venga meglio quando si scrive, piuttosto quanto scrivere riesca a decifrare e decodificare ogni elemento ci catturi. Personalmente mi affido al mio istinto, sicuro, che sappia interpretare al meglio ogni mia osservazione.
Belle domande, non vi pare?
Seguiteci anche la prossima settimana, vi faremo conoscere un altro autore.
Xo Xo Rita Angelelli