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Marco Bordini

Marco Bordini nasce a Jesi l’11 giugno 1939 nel Rione San Pietro, Piazza Nova 2.

Ultimati gli studi Tecnici Industriali, ha dedicato tutta la vita lavorativa alle progettazione meccanica.

Sensibile alle problematiche della società in difficoltà, ventenne si iscrive all'AVIS di Jesi divenendone, negli anni successivi, vice presidente. Nel settembre del 1990, per aver effettuato oltre 120 donazioni di sangue, gli viene riconosciuta dalla Giunta Comunale di Jesi l'onorificenza della “Cittadinanza Benemerita”. Sposato nel giugno del 1973, è padre di due magnifici figli. Fa parte, per alcuni anni, del Circolo Culturale “l'Emporio delle Parole” per il settore vernacolo e, in alcune circostanze, si trova a presentare i suoi lavori nelle sale o nelle piazze come dicitore di se stesso, ottenendo gratificanti consensi.

Per suo principio personale non ha mai partecipato con i suoi scritti ad alcun concorso di poesia; perciò tutto ciò che è qui riportato è inedito.

Nel luglio del 1978, per ragioni familiari, si trasferisce nella graziosa cittadina di Chiaravalle, dove tuttora vive in via Puccirli 15, godendosi la meritata pensione.

Non disdegna, ancora oggi, di scrivere tra una partita di bocce e l'altra‚ alcuni versi dialettali che adora e a cui, per questioni di radici, è particolarmente attaccato.

Jesi ieri

La presente opera di Marco Bordini è, prima di ogni altra cosa, un regalo che ci ha voluto fare. Uno di quei doni che giungono inaspettati, ma che da tanto avremmo voluto “scartare”, certi della sua grande validità morale e formativa in un oggi in cui tutto viene relegato al caso o a una consuetudine appassita di valori. Si tratta di un ampio compendio del vernacolo jesino, un’opera vasta e meritoria, ricca e nutrita di studio e amore per il proprio idioma madre. Ciò che rende un idioma una lingua sono sostanzialmente tre elementi ossia la presenza di una tradizione linguistica, la presenza di una grammatica che ne codifica gli usi e la massa parlante tale lingua. Quanto a tradizione linguistica, direi anzi letteraria, del jesino, non c’è da dubitare se pensiamo ai grandi vernacolieri che dall’Ottocento ad oggi non solo hanno codificato il jesino ma hanno decantato Jesi, il centro nevralgico della Vallesina, raccontandoci curiosità, personaggi, vicende, ricorrenze e costumi di allora.