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Il tocco dell’anima – Recensione di Maria Sabina Coluccia

Lui è un cercatore di emozioni per necessità, così si definisce Emanuele Ascone, romano, classe 1976, nel presentarsi al lettore e Il tocco dell’anima – 365 giorni di luce è uno scrigno prezioso di emozioni vestite di inchiostro, distribuite sapientemente in 365, tra aforismi e poesie. Quando ho avuto tra le mani questo piccolo libro, piccolo solo nelle dimensioni, ho pensato: bene, non è una “mattonata”, lo leggerò in poco tempo. Illusa. Quando l’ho aperto e iniziato a sfogliare sono rimasta senza parole: mancavano i numeri di pagina. L’ho fatto presente all’autore, un po’ irritata, perché ciò comportava una caccia all’aforisma, anche a ritroso, che non mi dava tregua. È stato fatto con intenzione, ha risposto Ascone. Bisognava solo armarsi di pazienza e iniziare a leggere.

L’anima si tocca con più facilità al termine di una giornata di lavoro, così ho incontrato Emanuele, attraverso le sue parole, per diverse sere, una dietro l’altra. Il suo Tocco è stato una carezza, per la mente e per il cuore. Ogni aforisma ha il potere quasi magico di parlare al singolo lettore, fornendo una chiave di interpretazione sui coni d’ombra della propria esistenza. Bisogna approcciarsi a questo testo con animo aperto e pronti a ricevere il messaggio appropriato per se stessi, perché Emanuele Ascone riesce in poche righe a parlare a tutti. L’irritazione iniziale, per via dell’assenza di numeri di pagina, ha lasciato così il posto alla gioia della scoperta. Ogni sera un aforisma nuovo, parole affilate con precisione, capaci di squarciare l’anima, a volte graffiarla solo in superficie, a volte capaci di affondare come artigli nel cuore, per finire poi dolcemente con una carezza risanatrice. Il tocco dell’anima, appunto, perché le parole hanno un senso e uno scopo: rompere certezze, mettere in crisi, e poi ricostruire, dando un senso nuovo e migliore alla comprensione dell’esistenza. Abbiamo detto che si tratta di un libro piccolo nelle dimensioni, ma in realtà dentro è vasto, sconfinato, tanto quanto il mondo interiore del suo autore. Le parole che si leggono sono tutte emozioni e in questo sta la sua potenza espressiva. Il lettore può prendere gli aforismi di Emanuele Ascone e indossarli a seconda del momento. A lettura ultimata ho compreso che i numeri alle pagine non servivano davvero. Il tocco dell’anima aveva già avuto un primo effetto su di me, come lettrice, mandando in crisi il bisogno tipicamente umano, di ordine e sicurezza. Quale altra funzione ha il numero, appunto, se non quella di ordinare, mettere in fila, tracciare un percorso lineare, comprensibile alla mente umana? Ma le parole-emozioni di Emanuele portano scompiglio costruttivo. Il tocco dell’anima – 365 giorni di luce può essere letto infatti anche a partire dall’ultima pagina. E ogni pagina ha un grande spazio vuoto, dove poter appuntare pensieri e sentimenti che scaturiscono dalla lettura. “Ci sarà sempre un posto dove splende il sole, ed è proprio in quel posto che ti devi sentire al sicuro, perché quella è la tua casa”, o ancora: “dove il cuore ascolta, la mano percepisce”. Ecco, su questi due pensieri di Emanuele Ascone, per esempio mi sono soffermata un tempo lungo, a riflettere. Qual è il posto in cui ci sentiamo al sicuro? Non tutti abbiamo la stessa risposta a questa domanda. Per alcuni quel posto può essere il cuore del proprio amato o amata. Per altri può essere la propria anima. E ancora, cosa percepisce una mano che ascolta il proprio cuore? A me è sorta una risposta spontanea: l’amore. Per altri può essere una presa di coscienza diversa. La bellezza di questo testo credo sia proprio la capacità di far emergere consapevolezze nascoste e portarle alla luce. Nel leggerlo si esce dai confini del Tempo. Questi aforismi non ci stanno proprio a essere contenuti nello spazio ristretto della temporalità, ed è inevitabile, ti trascinano per altri universi, per altri mondi.

“Se pensi che le emozioni possano attendere, prova a trattenere il respiro. Solo allora capirai cosa significa non respirare”.

Mi piace concludere con questo aforisma di Emanuele, per ribadire un concetto semplice. Sta alla sensibilità del lettore dare o non dare un senso lineare a ciò che questo libro si propone di offrire. Un respiro dopo l’altro, un battito di cuore dopo l’altro, aforisma dopo aforisma, si può davvero uscire dal Tempo e toccare l’anima, la propria anima, e accoglierla in 365 giorni di luce, anche di più. Questa è la potenza del tocco di un’anima su un’altra anima. Bravo Emanuele, artista del cuore. Lettura vivamente consigliata.

Maria Sabina Coluccia