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Oggi tocca a me – I ragazzi de “L’urlo barbarico”

Quella che (presto) terrete tra le mani, è la storia di un fallimento: vale a dire che l’obiettivo dell’opera si esaurisce nello stesso tentativo di esistere. Credo anzi, che questa sia la condizione comune per ognuno di noi: se potessimo ricordare cosa provavamo quando eravamo meno che feti, la sensazione principale sarebbe quella del fallimento. La triste storia dell’io ci aspetta, da qualche parte e con essa, il desiderio di affermazione contro l’altro: un nemico mortale.

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L’urlo barbarico è un’antologia poetica, ma sarebbe meglio definirla come una raccolta di raccolte: otto autori, otto collezioni, una strada uguale mano nella mano. E non a caso parliamo di una strada e di un urlo – siamo stati costretti a rivolgerci all’America, a una particolare forma di eredità culturale. Sentivamo che bisognasse tornare indietro dall’ultima grande avanguardia del continente, così indietro fino a ricongiungerci con la poesia degli albori: «Io urlo il mio barbarico YAWP / che risuona sopra i tetti del mondo» disse molti, molti anni prima Walt Whitman.

E tuttavia, o forse proprio per questo sentore di universalità, abbiamo cercato di spersonalizzarci, di liberarci dall’idea malsana della figura dell’autore. La prima raccolta si apre con un nome, Iuri Lombardi, poeta fiorentino di una generazione precedente la nostra che ci lascia una staffetta importante – tocca a voi, pareva dirci. Ecco quindi una carrellata di falsi-nomi che nascondono l’identità di ciascuno di noi: pseudonimi, uno dopo l’altro. Ma alla fine, quando a tutti sembrava di avercela fatta (e con noi, il lettore), l’ultima raccolta si apre di nuovo con un nome reale: Alfonso Canale.

Ci eravamo illusi, avevamo sbagliato tutto: tornavamo a esistere. Ma forse, era giusto così – ogni costruzione necessita prima di una pars detruens: avevamo la sciocca idea di essere come i barbari che mettevano fine all’impero romano.

Di Antonio Merola

La nostra esperienza con Le Mezzelane

YAWP è una rivista on-line di arte e letterature (qui il link della nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/GiornaleLettere/) dove vengono pubblicati racconti, poesie, saggi e articoli culturali, immagini. Ma il mondo dell’editoria oggi è quanto mai complesso: avevamo bisogno di una figura che ci affiancasse, in particolare di un imprenditore con esperienza nel settore. È necessario che ogni autore consideri quello che scrive come prodotto culturale, ma anche come prodotto commerciale: «ciò che non viene letto, non esiste» diceva un critico molto tempo fa.

Così abbiamo conosciuto Rita Angelelli (Direttore Editoriale de Le Mezzelane) durante una presentazione in una libreria a Roma: abbiamo parlato con lei, perché comunicare è importante.
Le Mezzelane dispongono di un’ottima distribuzione e (fino a tarda notte) lavorano per i loro autori, organizzando presentazioni in giro per l’Italia e per il web – perché hanno capito l’impatto di internet nell’economia tutta. Questo, nonostante siano ancora una piccola realtà, dimostra la differenza con le migliaia e migliaia di case editrici che si camuffano come tali, ma che non sono altro che stampatori: l’inganno è sempre dietro l’angolo. Le Mezzelane ha creduto nella potenzialità del nostro progetto… e quindi, eccovi L’urlo barbarico.

Alcuni estratti:

«[…] ti considero uno sposo d’inverno e per certi versi
ne sfumi la leggenda.
Su certi abeti nei paesi in lotta ci impiccano i dissidenti»

– Dalla raccolta Capodanno metropolitano.

 

«[…] ma io sono uno
che raccoglie le foglie,
le tinge, le riattacca agli alberi»

– Dalla raccolta Orizzonte della dimenticanza

 

«[…] avevamo l’abitudine di annusarci
come fanno gli animali»

– Dalla raccolta Memoràndum

 

«[…] Avere un fine è la massima volgarità»

– Dalla raccolta La ragazzina dai capelli rossi

 

«[…] è l’albeggiare a darmi ancora un’ultima speranza di magnificenza».

– Dalla raccolta Meditazioni

 

«[…] gridate per non sparire
e non sentire
la tremenda meraviglia
del dramma cosmico»

– Dalla raccolta 1 Estratto

«[…] sempreverde era vivere
poi divenne vuoto e stretto»

– Dalla raccolta Variazioni sui miei basilischi

 

«[…] Una o la pulsione
che oscurò il divino buon senso
di una innocente giovine greca
(chissà perché forzatamente donna poi..)»

– Dalla raccolta Vedo

E adesso tocca a me, Direttore editoriale, parlare brevemente di chi c’è dietro questa raccolta. Perché lo sapete no!? Dietro le parole ci sono le persone, è il nostro motto. Ecco. Dietro questa raccolta ci sono otto giovani che della poesia hanno fatto un urlo, una denuncia del malessere giovanile, una sorta di sfogo comune, un insieme di emozioni in versi. Versi liberi, come la libertà e la voglia di affermarsi nel mondo del lavoro e nella società, versi che parlano anche di amore, di musica, di vita. Otto giovani che ammiro per la fantasia, per la creatività e per il coraggio di esprimersi in versi, rendendo la poesia universale e patrimonio di tutti.

Il mio consiglio? Leggeteli e non ve ne pentirete.

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Ringrazio Gaia Cicaloni Designer per la copertina e Maria Grazia Beltrami per l’impaginazione.

Xo Xo Rita Angelelli

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