Crea sito

Il protagonista perfetto

Qualsiasi autore/scrittore conosce il protagonista della sua storia.

Ecco, partire con una simile affermazione è come sentirsi dire: e allora per quale motivo scrivi questo articolo?

RISPOSTA: la frase voleva essere ironica, ma non mi è riuscita molto bene. Forse se ci avessi messo delle faccine sorridenti, tipo emoticon, avrebbe avuto un effetto diverso!? Vabbè, nel dubbio vi ripropongo la frase arricchendola un po’.

Qualsiasi autore/scrittore conosce il protagonista della sua storia, ma molti non sanno che pesci prendere quando si devono mettere a creare il protagonista perfetto per quella storia e i personaggi che gli ruotano attorno.

Partiamo da una definizione (non le amo, ma qui ci vuole) e da un’altra domanda: chi è il protagonista di una storia?

Il protagonista è il personaggio la cui sorte conta di più per la storia che si sta scrivendo e il suo destino determina anche il tipo di storia: commedia, drammatica, thriller, noir, erotica, ecc…

E allora come si fa a rendere il protagonista interessante, coerente, realistico? Come si fa a descrivere la personalità del protagonista?

Il modo migliore per caratterizzare un personaggio di una storia, soprattutto il protagonista, è mettergli “di fronte” un antagonista, il suo opposto, la sua ombra, il suo specchio deformante. Quanto più si aumenta il valore dell’antagonista (che non si deve mai sottovalutare), tanto più il protagonista diventa interessante.

Tenete conto che la mente umana ama i confronti e ama soprattutto confrontarsi con gli altri. Succede nella realtà. e quindi, a maggior ragione, questo semplice concetto può essere trasportato nei lavori di finzione. Se poi il protagonista, buono o cattivo che sia, dovesse vincere il confronto, è ancora meglio.

Di solito il protagonista di una storia è solo uno, ma nelle commedie romantiche, e nelle storie dove si parla di amicizia, possono essere anche due, o più. Si pensi ai romanzi rosa dove il destino di lui e di lei sono collegati in maniera forte… è proprio quello che conta in questo genere di storie e quindi due è il numero perfetto.

Esistono le storie con più personaggi, citavo prima le storie di amicizia, e tutti potrebbero essere dei protagonisti. Certo, le storie diverrebbero molto più complesse e articolate, ma non è detto che non si possa fare. Però, mentre questo tipo di storie iniziano con più protagonisti, alla fine ci troveremo (quasi sicuramente) a avere la visione e la caratterizzazione di un solo personaggio, quello più rilevante.

Il requisito più importante per caratterizzare al meglio un protagonista è quello di dargli la facoltà di pensiero e di scelta. Il protagonista deve prendere delle decisioni, subirne le conseguenze, vivere di riflesso a ciò che lo circonda, ma non per questo essere solo un riflesso. Il personaggio che vuole fare qualcosa è disposto anche a passare attraverso un conflitto (interiore o meno) pur di ottenere  ciò che ambisce, ciò che desidera, ciò che lo fa stare bene. Se il personaggio rimane piatto, il vostro ipotetico lettore rimarrà sicuramente deluso.

Il protagonista, in un primo momento, potrebbe respingere conflitto e scelte e lo scrittore potrebbe scrivere un sacco di pagine proprio per questo motivo. E’ una delle tante maniere per sviluppare una storia, ma il protagonista non può rimanere “immobile” di fronte a un conflitto, deve pur fare qualcosa che cambi la situazione iniziale, i suoi problemi, i suoi conflitti interiori o quelli dettati dalla società in cui vive. Create un’anima al vostro personaggio.

I lettori sopportano bene anche protagonisti non proprio simpatici, o egoisti, sopportano l’orgoglio e si aspettano “movimento”. In fondo non è questo che succede nella vita reale?

La scelta del nome

Il nome del protagonista deve essere scelto ponderando bene ogni aspetto della storia, ambiente, periodo storico. Nomi troppo difficili creano confusione; nomi che non appartengono al territorio fanno storcere il muso al lettore attento; nomi storicamente inesistenti (se si sta raccontando la Storia) sono ridicoli. Pensiamo a un romanzo storico ambientato a Firenze, XV secolo, e a una protagonista che presentandosi a un altro personaggio che vive in quella storia dice: “Salve mi chiamo Debborah. Debborah con l’h…” (volevo registrare un audio, ma la tecnologia non è il mio forte).

L’età

Quando si sceglie l’età del protagonista lo scrittore deve avere bene in mente tutte le problematiche relative a quell’età, i modi di dire e anche di comportarsi. Scegliere un’età più vicina alla propria potrebbe facilitare il compito della narrazione. Conoscere le reazioni dei propri coetanei, la sensibilità, il gergo e gli atteggiamenti non sono cose di poco conto. Sempre per il motivo: anche nelle fiction è bene restare attaccati alla realtà. Una maniera veloce per inquadrare il personaggio principale, ma anche tutti gli altri, è costruirgli un vissuto, una famiglia, conoscere le usanze del luogo in cui è cresciuto, gli studi effettuati. E non è necessario parlarne nel romanzo se non è importante per la trama, ma è necessario averlo ben chiaro nella propria testa (quella dello scrittore).

L’aspetto fisico

Anche questo aspetto è molto importante, e non solo perché viviamo in un periodo dove l’apparenza è tutto (o quasi). Pensate che il lettore è abituato anche al cinema, alle serie tv, alle riviste, alla televisione, e a lui piace identificarsi in un’immagine ben precisa. Come sempre… tieni conto della realtà e che ogni umano ha i suoi limiti e difetti. Nessuno è perfetto, anche nella finzione!

Lui, per esempio, è il mio protagonista maschile perfetto, sia nell’aspetto che negli atteggiamenti, scelte e di vita (nella fiction). Poi m’incanto a guardarlo, ma questa è un’altra storia!

patrick

*** *** ***

Nel caso voleste approfondire questo aspetto della narrazione vi consiglio il nostro manuale di scrittura: “Goffaggini erotiche e involuzioni prosaiche” disponibile in ebook in tutti i migliori store e in cartaceo ordinandolo a [email protected]

Il Direttore Editoriale

Rita Angelelli

 

www.lemezzelane.it