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“Animali Notturni “ di Tom Ford ovvero il marcio di un mondo virtuale e allo sfascio, visto dall‘interno. Di Antonio Lucarini.

Me l‘ero perso questo film, al cinema. Molti ne parlavano bene, molti di più ne parlavano davvero male e ho capito il perché.

Tom Ford è uno stilista di moda che ha segnato un’epoca. Fa film quando gli va (il precedente A SINGLE MAN, del 2008, mi era piaciuto molto). Tom Ford è proprio il simbolo di un mondo alto borghese patinato (come quello di Hollywood, per esempio) che lui e le sue varie griffe hanno contribuito a creare. Da lui, anche quando fa film, ci si aspetta che reifichi l’universo in cui vive, in cui placidamente respira. Invece fa l’opposto.

Descrive un mondo di zombie levigati e senza cuore, di creature brillanti e splendenti, ma straziate da una solitudine insostenibile. In ANIMALI NOTTURNI c’è tutto questo ma anche molto di più.

Tratto dal romanzo Tony e Susan (Adelphi Book) di Austin McGiffert Wright, autore poco noto da noi, ma straordinario e che invito tutti a scoprire, il film racconta in realtà  due storie che s’incastrano una nell’altra, confondendo realtà e finzione. Susan è una bellissima ed elegante gallerista d’arte di 50 anni. Ha avuto ciò che voleva: un marito bellissimo, un lavoro prestigioso basato sulla vacuità effimera delle immagini. Ha seguito le direttive dei ricchi genitori borghesi. Ha avuto tutto, tranne ciò che desiderava davvero: un amore sincero ed esprimere se stessa. Vive in una villa bellissima a Hollywood ma è sola, drammaticamente sola. Scopre intuitivamente che il marito la tradisce. Ha nostalgia del primo marito Tony che era un geniale e sensibile scrittore. Purtroppo era povero e di belle speranze. Quando lui si rifà vivo dopo tanti anni, inviandole il romanzo che finalmente ha scritto e sta per pubblicare, Susan (che non a caso si ferisce aprendo il manoscritto) inizia a leggerlo. A questo punto, la storia del romanzo si incastra con la vita della gallerista. Lei comprende che le vicende del libro sono parallele a quelle della sua vita. Ne riceve alcuni  input che potrebbero cambiare la sua vita.

Il libro parla di un uomo che non riesce a proteggere la moglie e la figlia da alcuni balordi, durante un viaggio. Verranno stuprate e uccise. L‘uomo troverà solo il coraggio postumo di uccidere i due balordi, assieme a uno sceriffo ammalato di cancro. Morirà, poi, disperato. Susan è turbata, pagina dopo pagina. Rivive, tra una parte e l‘altra della lettura del libro, la storia con Tony, il tradimento nei suoi confronti (con l‘attuale consorte). Ha pure abortito un figlio suo. Ora non può che vivere di ossessioni e rimpianti. Ha perduto ogni cosa per inseguire il successo e il benessere. Le restano un marito fedifrago, una figlia ninfomane e una casa splendida che è diventata la sua prigione.

Ancora più che nel romanzo, nel film viene descritta l’infelicità atroce di noi borghesi, spinti ad accettare una vita di comodo. Si vive per il sesso, per il lusso, per il compromesso. Hollywood diviene la metafora perfetta dello stile di vita occidentale basato sulla falsità e sulla doppia faccia di cera che siamo costretti ad applicarci sul volto. L‘arte visiva (Susan vende performace in cui tipe obese ballano nude con le bandiere americane, all’inizio del film) ci ancora a questo tipo putrefatto di esistenza, in cui si scambiano simulacri e immagini vuote.

Quello che trovo sconvolgente di “Animali Notturni“, come film, è che questa acida critica al nostro assurdo sistema di vita la fa proprio Tom Ford, come se abiurasse il suo mondo e il suo stile evanescente. Le immagini del film sono leccate e glamour. Sembrano tratte da spot che inneggiano a uno “stile di vita” superiore, patinato.

Se David Lynch in film come “Cuore Selvaggio“ e “Strade Perdute“, picchiava duro contro la vita alto borghese a stelle e strisce, lo faceva con immagini disturbanti, spesso mutuate dall’‘arte eversiva del primo novecento (dalle visioni di Francis Bacon, dai deliri della fotodinamica dei fratelli Carlo e Ludovico Bragaglia), Ford vede l’infelicità profonda della vita che lui stesso conduce, fatta di party, di vernissage, sfilate e la mostra con le immagini derivate dagli spot per i prodotti che lui stesso crea. Quando lo sceriffo e il protagonista del romanzo trovano le due donne uccise e stuprate, nude, distese su un divano rosso a forma di bocca, è come se guardassimo uno spot pubblicitario di una griffe importante. L’estetica è la stessa e questa cosa ferisce l’occhio, schianta il cuore.

Con “Animali Notturni” Tom Ford sputa sulla sua vita. Sa che ne rimarrà comunque deluso. Anche lui è prigioniero di un lusso che lo opprime, lo separa dalle persone e dalle cose vere e profonde dell‘esistenza.

Il finale del film è emblematico. Susan, devastata dal senso di colpa e dalla consapevolezza di aver sprecato la sua vita, accetta un invito dall‘ex Tony. Vorrebbe riaverlo.Vorrebbe riavere il figlio che ha rifiutato,  ma non può. Resterà sola ad aspettare che Tony arrivi, vestita da borghese sexy, bevendo un liquore dopo l’altro. L’ex non arriverà mai. Susan ha perso la partita (forse è già morta).

Sia il film che il libro, ci presentano l’arte, la letteratura in questo caso, come l’ultima possibilità per riflettere sulla nostre vite false e inutili, per superare i nostri limiti di consumatori negletti che assistono all’insensato spettacolo globale del successo e dello scambio/compravendita delle merci e delle anime. In “Animali Notturni” c’è un rutilante caleidoscopio di suoni e immagini tratte dall’osceno spettacolo del nostro quotidiano sopravvivere a noi stessi. Questo c’è.

 

Antonio Lucarini

Nato il 6 gennaio del 1963, Lucarini è laureato sia al DAMS di Bologna che in Filosofia all’Università di Macerata. È stato assistente alla regia a Roma ed è un filmmaker professionista (autore di parecchi spot, documentari, corti e videoclip).
Ha fondato una piccola compagnia di teatro che mette in scena i suoi testi, recitando spesso anche come attore principale. Dal 2006 Lucarini gira la sua regione con i suoi spettacoli teatrali. Le sue storie bizzarre e spesso grottesche e il suo universo inquietante, surreale e bislacco, hanno colpito, nel corso degli anni, diversi addetti ai lavori/giornalisti.
Ha scritto e rappresentato nove spettacoli teatrali in importanti teatri delle Marche, quattordici soggetti per il cinema e due sceneggiature complete: Jenny sembrava felice e Come fosse niente.
Strana Rana è il suo primo romanzo, nato da un suo vecchio soggetto cinematografico trasformato in letteratura.

One thought on ““Animali Notturni “ di Tom Ford ovvero il marcio di un mondo virtuale e allo sfascio, visto dall‘interno. Di Antonio Lucarini.

  • ottobre 5, 2017 at 10:28 pm
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    Wow! Che critica attenta! Questa storia sembra davvero molto amara. Il finale mi ha ricordato “En attendant Godot”. Anche lì i due protagonisti aspettano invano la redenzione.

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